GATTO

GATTO

Il gatto, Felis catus, viene definito dagli etologi un animale solitario. Questo significa soltanto che per sopravvivere non necessita di appartenere ad  un gruppo: il gatto selvatico  caccia e vive solo, ad eccezione del periodo dell’accoppiamento. A quelli cittadini invece capita di vivere in colonie e le femmine accudiscono i cuccioli insieme. Anche il gatto ha quindi bisogno di socialità, di rapporti e di affetto. Ci sono naturalmente differenze anche tra loro: esistono gatti più o meno estroversi e più o meno interessati ai propri simili e agli esseri umani. Un po’ dipende dall’ ”indole”, ma molto deriva dalle esperienze che ha fatto nei primi mesi di vita. Se in questa fase ha avuto delle buone cure e tante coccole, si affezionerà tantissimo al suo proprietario… non dimentichiamo che è sempre un rapporto condiviso.

CORRETTA CURA/ACCOGLIENZA

LA LETTIERA (se vive in giardino, scaverà e ricoprirà con la terra i suoi bisogni). Prima di tutto, bisogna collocare la lettiera in un punto facilmente accessibile al gattino. E’ importante fargli vedere chiaramente dove è stata posizionata, evitando i posti troppo rumorosi e di passaggio: i gatti non amano la confusione, specie quando devono fare i bisognini. Incentivare l’utilizzo sedendosi con lui vicino alla lettiera e grattando con un dito la sabbietta; se il gattino non dovesse cogliere il suggerimento sporcando altrove, non bisogna sgridarlo e soprattutto non mettere il muso nella sua urina: capirebbe di farla ancora lì. Quando fa la pipì al posto giusto, premiarlo con coccole e cibo.

Ricordarsi di pulire bene il punto in cui ha sbagliato mira: se il gatto continua a sentire lì il proprio odore, la farà nuovamente dove non volete.

Composizione fondo lettiera: di argilla (assorbenti o agglomeranti) o materiali senza profumazioni. Cambio della lettiera: ogni settimana (urina e feci vanno però tolti giornalmente)

LA CUCCIA: prendere un giaciglio per il gatto, (anche se lui ama stare su qualsiasi cuscino, sedia o divano). Se vive in giardino, procurarsi o costruire una casetta di legno dove collocare la cuccia,  assicurandosi di posizionarla in un luogo riparato da intemperie e correnti, in quanto i gatti non amano il freddo (si consiglia nei mesi più rigidi di tenerli in casa, soprattutto nei primi mesi di vita).

TIRAGRAFFI: (per appartamento). I gatti amano “farsi le unghie”, cioè graffiare: fa parte del loro naturale comportamento poiché, grazie a questa operazione, oltre ad affilare le unghie, riescono a rimuovere gli strati superficiali e rovinati  degli artigli per permettere lo sviluppo di quelli nuovi. L’acquisto del tiragraffi è quindi fondamentale. I gatti che vivono in giardino si affilano le unghie sugli alberi anche perché graffiando ripetutamente lo stesso tronco, spargono le secrezioni prodotte dalle ghiandole dei cuscinetti plantari, segnando il territorio; l’odore rilasciato è un segno riconoscibile anche dagli altri animali.

GIOCO: bastano dei nastri (preferibilmente di stoffa, così se li masticano non succede nulla), delle palline (non troppo piccole altrimenti c’è pericolo che le ingoino), i topolini di peluche (ne vanno matti). Attenzione a giochi o tappeti con fili: se ingeriti oltre al rischio di soffocamento, potrebbero provocare gravi danni all’intestino.

ALIMENTAZIONE

Il gatto è un vero carnivoro, con una dieta basata quasi totalmente su alimenti di origine animale (roditori, uccellini, lucertole). La dentatura, l’apparato digerente e il comportamento si sono evoluti in funzione dell’attività predatoria.

I gatti non sono in grado di masticare in modo efficace: riducono le dimensioni del cibo lacerandolo in pezzi che possano essere ingeriti.

Amano consumare tanti piccoli pasti durante il giorno; si tratta di un comportamento uguale a quello dei gatti selvatici, che consumano tante piccole prede nell’arco della giornata. La temperatura da preferire è quella tiepida, evitate cibi freddi di frigorifero o troppo caldi.

Molti gatti regolano da soli la quantità giornaliera di cibo, indipendentemente dalla consistenza (secco o umido).

Tuttavia, i gatti che vivono in appartamento, o quelli particolarmente golosi, possono ingrassare progressivamente fino all’obesità; in tal caso è opportuno passare all’alimentazione razionata.

L’eccesso di proteine è dannoso quanto la carenza, perché rappresenta un carico per i reni che a lungo andare verrebbero danneggiati. Lo stesso accade se l’alimento contiene proteine di scarsa qualità, come quelle derivate dai cereali.

La dieta naturale tipica dei gatti (rappresentata soprattutto da topi e altri piccoli roditori), è costituta da circa il 45% di proteine, il 45% di grassi e solo il 4-5% di carboidrati.

Ricorrere agli alimenti commerciali diventa quindi una necessità, purché si faccia una scelta oculata.

Le marche migliori hanno diverse linee di prodotti secondo lo stadio di vita del gatto (es. crescita, adulto, anziano), dal momento che le esigenze alimentari variano secondo l’età.

Riguardo al tipo di cibo vi sono pro e contro da valutare.
Le crocchette sono più economiche e mantengono le loro caratteristiche anche se lasciate nella ciotola per ore. Durante la stagione calda sono una scelta molto conveniente. Le crocchette dopo la masticazione non lasciano residui di cibo in bocca, prevenendo la formazione di placca e tartaro. In genere però contengono elevati livelli di carboidrati, necessari per la loro produzione.

Gli altri alimenti sono più ricchi di acqua, e possono essere indicati in caso di problemi specifici, ad esempio per permettere una maggior assunzione di liquidi, necessaria nei gatti con insufficienza renale. Possono essere prodotti senza l’impiego di carboidrati, il che è un vantaggio per la dieta del gatto. I cibi umidi sono relativamente più costosi e tendono a deperire rapidamente, soprattutto nella stagione calda.

Un consiglio generale è quello di alternare cibo secco e scatolette (o casalingo secondo ricette bilanciate) considerando anche la temperatura del periodo.

Per individuare un alimento di ottima qualità osservate l’etichetta. Verificate che i primi ingredienti siano di origine animale come carne, pesce, uova, o farina di carne o di pesce, preferibilmente non sottoprodotti. Le istruzioni riportano la quantità di alimento da somministrare quotidianamente, ma si tratta di un’indicazione media. La quantità effettiva è in relazione al livello di attività e al gatto: se il gatto tende ad ingrassare e si muove poco, la quantità di cibo va ridotta.

Nei migliori alimenti per gatti ai primi posti ci saranno sostanze di origine animale (carni, farine di carne, uova, fegato), mentre in quelli più scadenti troveremo elencate una serie di sostanze vegetali, per esempio i cereali, poco adatte alla fisiologia del gatto, strettamente carnivoro: maggiore è la percentuale di carboidrati, più scadente è il prodotto.

NON DARE ASSOLUTAMENTE

  • I ritagli grassi in gran quantità: non solo per l’obesità, possono causare pancreatite.
  • Il bianco d’uovo crudo: contiene una sostanza, l’avidina, che distrugge la biotina, una vitamina del gruppo B, causandone la carenza.
  • Ossa e lische sono molto pericolose e non vanno mai date ai gatti; possono rimanere incastrate in bocca, lacerare l’esofago o il resto dell’apparato digerente.
  • cipolle e aglio: provocano una forma dianemia
  • carne/pesce crudi o sott’olio/ in scatola
  • dolci e frutta: è un veleno per gli organi interni e denti
  • salumi e cibi salati
  • formaggi e latte: i gatti non hanno gli enzimi giusti per digerirli, li gustano volentieri, ma provocano vomitano o diarrea.

È importante seguire una routine, fornendo cibo in orari fissi.

Lo stress temporaneo, come un ambiente nuovo, può ridurre l’assunzione di cibo, così come l’introduzione o la mancanza di una persona o un animale nel suo habitat. Solitamente i cuccioli ne risentono meno, per loro è importante essere nutriti, coccolati, dormire e giocare.

Il consumo di erba: i gatti amano moltissimo ingerire fili d’erba, cosa che può apparire insolita per un carnivoro.

Si ritiene che il gatto mangi erba per indurre il vomito; in questo modo può liberarsi di sostanze indigeste come il pelo ingerito leccandosi o parti delle sue prede.

In mancanza di erba i gatti d’appartamento talvolta masticano le piante in vaso, con il pericolo di avvelenamento; si consiglia di informarsi tramite siti specifici o consultando il veterinario in merito alla tossicità delle piante che si hanno in casa.

Feci compatte e non troppo odorose e tanta vitalità vi faranno capire che l’alimentazione è corretta.

ALIMENTAZIONE DEI CUCCIOLI

Il gattino neonato, fino alle 3-4 settimane si alimenta con il latte materno, dopo di che inizia lo svezzamento con i cibi solidi. Tuttavia capita spesso che si trovi in giro un gattino abbandonato, appena nato. A questo punto dovremo sopperire noi al latte materno: bisogna andare in un negozio per animali e comprare l’apposito latte in polvere per gattini e un biberon per cuccioli .  Mentre lo si allatta, tenerlo sempre in posizione eretta (mai sdraiato sulla sua schiena). Fino alle tre settimane di vita bisognerà somministrare questo latte tiepido ogni 2-3 ore, di giorno e di notte, evitando che vada di traverso al micetto. Non svegliare mai un cucciolo mentre dorme perché’ il sonno é fondamentale per il suo sviluppo fisico e psichico. Non va assolutamente utilizzato il latte vaccino perché come già spiegato causa problemi gastro-intestinali.

SVEZZAMENTO

A circa un mese di vita potremo iniziare a miscelare il  latte con omogeneizzato. A trenta/trentacinque giorni possiamo iniziare a offrirgli una scatoletta di cibo morbido per cuccioli. A quaranta giorni si può passare tranquillamente anche a croccantini specifici per cuccioli, alternandoli al cibo umido.

CURA E SALUTE

IL PELO: La spazzolatura serve a rimuovere pulci e sporcizia (in particolare se a pelo lungo), soprattutto quando è in muta, per evitare che ingerisca eccessive quantità di pelo leccandosi.

Applicare periodicamente dei prodotti per la prevenzione
di pulci/zecche/acari, facendosi consigliare dal veterinario;  in alternativa massaggiare settimanalmente il pelo con un panno inumidito di acqua e aceto trasparente.

IGIENE DEL CAVO ORALE: Controllare che le gengive non siano infiammate e che i denti non presentino incrostazioni di tartaro, che provoca infiammazione alle gengive e, se trascurato, potrebbe causare la caduta dei denti.

GLI OCCHI: Controllare periodicamente che gli occhi non presentino eccessive secrezioni anomale o che le palpebre non appaiano infiammate. I cuccioli hanno spesso occhietti affetti da congiuntivite e vanno trattati con cura specifica (rivolgersi a un veterinario).

IL NASO: Anche il naso non deve presentare secrezioni. Fare attenzione inoltre se starnutisce troppo frequentemente o respira in modo affannoso.

ORECCHIE: L’eventuale scrollare frequente della testa indica prurito o fastidio alle orecchie provocato da otite o presenza di corpi estranei al loro interno. Se sono sporche, si può usare dello scottex leggermente inumidito, evitare di introdurre nel condotto uditivo dei bastoncini tipo cottonfioc, perché potrebbero spingere i resti in profondità. In caso di secrezioni eccessiva di pus, bisogna rivolgersi al veterinario.

LE UNGHIE: Vanno tagliate solo in punta, nella parte trasparente non vascolarizzata ed innervata. Se avessero la possibilità di limarli con tronchi d’albero sarebbe l’ideale. In casa non far mancare il TIRAGRAFFI: serve a “preservare” non solo le sue unghie ma anche poltrone e divani.

PARASSITI INTESTINALI

Se hai appena adottato un micio, portalo dal veterinario per una prima visita, preferibilmente entro il terzo mese di vita, in quanto è possibile che

debba essere “sverminato” (con farmaci specifici).

VACCINAZIONI

Annualmente il gatto necessita di profilassi tra le quali ricordiamo il vaccino trivalente, indispensabile per prevenire gravi malattie; durante questa visita solitamente il veterinario effettua anche un controllo generale sullo stato di salute del gatto.