RICCIO AFRICANO

RICCIO AFRICANO

Il riccio africano è un  mammifero appartenente alla stessa famiglia del nostro riccio europeo (Erinaceidae).

Nonostante la grande somiglianza, ci sono in realtà differenze sostanziali tra i due animaletti:

  • mentre il riccio africano è diventato un animale domestico, quello europeo autoctono non si può tenere in cattività, è una specie protetta (ai sensi delle varie Leggi Regionali sulla salvaguardia delle specie autoctone);
  • a differenza del “nostro” riccio, che nei mesi invernali va in letargo, quello africano per ovvi motivi non è abituato a farlo, nemmeno da noi, quindi necessita di un ambiente costantemente caldo.
  • Non è onnivoro come quello europeo che si nutre di carne e frutta, ma insettivoro.

In natura si ritrova abitualmente nella savana dell’Africa centrale, dove è solito riposare durante il giorno in piccole tane sotterranee o protetto in folti cespugli per poi attivarsi dopo il tramonto. E’ un animale solitario e schivo, ma durante la notte ama esplorare l’ambiente circostante. Quando percepisce un pericolo è solito saltare per pungere oppure “chiudersi a riccio” per difendersi.

CORRETTA GESTIONE/AMBIENTE

La gestione deve tener conto delle sue abitudini e delle sue origini; infatti come già anticipato il riccio africano non va in letargo ma è attivo tutto l’anno!! Ciò significa che mal sopporta le basse temperature. L’ambiente ideale prevede una temperatura che oscilla tra i 25° e i 30° centigradi con un umidità non troppo elevata; se cala sotto i 15°-10° gradi diventa poco attivo, mangia meno e potrebbe contrarre malattie respiratorie gravi.

La gabbia in cui il riccio africano è allevato non deve avere il fondo grigliato, ciò per evitare lesioni alle zampe. Non è necessario che la gabbia abbia un coperchio, basta che le pareti siano lisce (per evitare l’arrampicata) e sufficientemente alte. Lo spazio a disposizione deve essere più ampio possibile, per permettere all’animale di deambulare. Per il fondo si può utilizzare segatura o pellet di carta riciclata o di tutolo, e deve essere tenuto particolarmente pulito per evitare problemi di dermatiti da contaminazione fecale e da urina. E’ necessario porre nella gabbia un nascondiglio (una casetta di legno) per permettergli di rifugiarsi per il riposo o quando si sente minacciato o spaventato.

In inverno gli va assicurato un riparo caldo e pulito, va tenuto in casa con una fonte di calore adatta (lampade alla giusta distanza o tappetini riscaldanti). In estate l’ideale sarebbe che vivesse in giardino, magari in un grosso recinto che lo protegga dalla curiosità di cani e gatti con la rete ben infossata, onde evitare che si scavi vie di fuga!!

Il riccio africano ha abitudini notturne. Se la casa in cui si vive è affollata e rumorosa, la presenza umana risulta di maggior impatto sulle sue abitudini: la luce accesa e spenta in continuazione, la televisione, la radio, il telefono che suona, sono tutti forti fattori di disturbo. Raramente stabilisce un vero e proprio legame affettivo con l’essere umano e non ama essere manipolato o rigirato tra le mani.
Non mostra aggressività nei confronti dell’uomo, anzi spesso lo teme perché lo vede come predatore. Essendo un animaletto molto sensibile, va trattato con attenzione e delicatezza.

ALIMENTAZIONE E SALUTE

Per ciò che concerne l’alimentazione bisogna cercare di non eccedere. Il riccio africano è insettivoro e in natura pare avere quindi una dieta meno varia di quello europeo; tenendolo in giardino durante l’estate potrebbe predare autonomamente gli insetti, tenendo vivi i suoi istinti naturali. Anche in questo caso è buona norma integrare comunque l’alimentazione con croccantini proteici come quelli per gatti, pezzetti di fegato, carne e uovo preferibilmente cotti per evitare cariche batteriche.
Ogni tanto gli si può offrire (se gradisce) qualche pezzetto di verdura o di frutta non zuccherina per integrare le vitamine. L’acqua va lasciata sempre a disposizione, meglio se tramite un abbeveratoio a goccia perché tende a ribaltare le ciotole.

Antiparassitari per il riccio  Per il riccio si può usare un prodotto il cui principio attivo sia il FIPRONIL.

Quest’ultimo è contenuto in: Frontline spot-on, Fiproline, Effipro.

(per gatti poi si dosa in base al peso)

Il Frontline al quale qui si fa riferimento è unicamente il tipo classico, cioè lo Spot-on.  Invece Frontline Combo contiene anche Methoprene che può dare problemi a animali di piccola taglia, pertanto per il riccio è da evitare. Dosi:

Attenzione: non deve essere somministrato l’antiparassitario ad esemplari cuccioli di peso inferiore ai 90 gr.

Se il riccio pesa 100/200 grammi, basterà mettere una sola goccia di liquido, se è fra 300 e 500 grammi, si possono mettere 2 gocce di antiparassitario.

Se il riccio da trattare pesa 500 grammi o più, dosare mezza pipetta. Quando si cerca di spruzzare sulla pelle il contenuto della siringa, per istinto incrocia gli aculei e si appallottola, occorre quindi infilare il beccuccio della siringa tra un aculeo e l’altro nella zona del collo.

In natura il riccio africano vive all’incirca 3-5 anni, mentre in cattività, al riparo da malattie e predatori, può raggiungere anche gli 8 anni.
Qualora se ne possedessero più di uno è importante sapere che sono animali precoci: raggiungono la pubertà superati i 2 mesi, quindi se non si desidera prole meglio adottare un solo esemplare!! Nel caso di più ricci, sarebbe meglio allestire un harem con più femmine e un solo maschio per evitare conflitti, ricordando però sempre che è un animale solitario.